Cantar Venezia – XIII PREMIO CITTA’ DI LOANO – LIVE

Rachele Colombo – PER CANTAR STE CANZONETE – dal doppio CDbook CANTAR VENEZIA

DOWNLOAD pdf

   PRESS   pdf
... un disco che definire imperdibile è davvero poco. Una delle operazioni discografiche più intelligenti e coraggiose di questi ultimi anni nel campo del folk italiano - Andrea Del favero (Folkbulletin)

PROGETTO DISCOGRAFICO

Un impegnativo progetto musicale ma soprattutto culturale quello ideato e prodotto dalla musicista Rachele Colombo in collaborazione con l’editore Valter Colle (www.notamusic.com), la consulenza del ricercatore musicale Guglielmo Pinna e l'apporto scientifico dell’etnomusicologa Dott.ssa Paola Barzan (Università di Padova).
Il doppio CD book ripropone in forma spassosa e poetica, una quarantina tra le più  belle "Canzonete da batelo " scelte tra oltre 500 manoscritti originali. Il genere musicale di autori anonimi, interpretato dalle voci più in voga, ebbe grande diffusione nel ‘700 sulle rive veneziane, in gondola ai “freschi ”, a carnevale o durante le serenate galanti e, come un quadro del Canaletto o una Commedia del Goldoni, ci racconta la vita, i mestieri, gli scambi culturali, commerciali e le passioni di questa città unica al mondo.
Il successo di questo album, premiato alla tredicesima edizione del Premio Loano (il più prestigioso dedicato alla musica tradizionale italiana) da una giuria di oltre sessanta giornalisti del settore, nasce, in realtà , da una prodigiosa alchimia fra ricerca d’archivio, contestualizzazione storica, ma anche una grande capacità  di rendere attuale un repertorio vastissimo e di grande magia.
Un vero e proprio piccolo - grande patrimonio dell’Umanità.

LO SPETTACOLO

Dal progetto discografico, nasce l’idea di presentare “CANTAR VENEZIA” in forma di spettacolo, nei luoghi più suggestivi e appassionati della “venezianità” nel Mondo.


L’accompagnamento strumentale con chitarra, violoncello, flauti e tamburello, sottolinea il suono della parola e la vivacità dei testi, cantati con “slancio” naturale e non impostato da Rachele Colombo.

Un “affresco sonoro”, che restituisce squarci del ‘700 veneziano contrapposti alla contemporaneità e dà corpo ad un racconto coinvolgente e brillante, in bilico tra colto e popolare, tra tradizione e innovazione, adatto ad un pubblico ampio e di ogni generazione.


Un
viaggio lagunare, soave e libertino, in chiave narrativa e di commedia, dove risuona l’eco potente di Carlo Goldoni, del Carnevale in maschera, della vita di Giacomo Casanova.
Un' occasione unica per immergersi nello “
spirito verace” di Venezia, città unica al mondo.

QUARTETTO

RACHELE COLOMBO
voce, chitarra , tamburello
CHIARASTELLA SERAVALLE
voce recitante
MARCO ROSA SALVA
flauti dolci
DOMENICO SANTANIELLO
violoncello, tamburone

Biografie C. Seravalle - M. Rosa Salva - D. Santaniello

 

TRIO

RACHELE COLOMBO
voce, chitarra , tamburello
MARCO ROSA SALVA
flauti dolci
DOMENICO SANTANIELLO
violoncello, tamburone

 

40 BRANI " SCELTI" TRA 500 MANOSCRITTI ORIGINALI DEL '700 VENEZIANO

Pronti per il magnifico viaggio?
Salite sulla mia barca
entrate nelle mie scarpe
camminate con me per Venezia
ascoltate queste melodie
sentirete il sapore e l'essenza di un’epoca straordinaria e "indimenticata"
una città risuonante di canti, danze carnevalesche, rumori di mercati e di mercanti
con un popolo che magnificava i piaceri della vita”.  (Rachele Colombo)
 


Videointervista di Salvatore Esposito redattore della rivista online BLOGFOOLK a Sant'Antioco durante il Festival sardo MARE E MINIERE

LE CANZONI

"... Nessun genere settecentesco quanto la canzone da battello veneziana si può accostare alla moderna canzone pop: essa ha rappresentato un vero fenomeno musicale e sociale, la cui parabola si è consumata nel giro di alcuni decenni con un’impressionante proliferazione di testi e musiche manoscritte a Venezia e un altrettanto importante consumo di edizioni a stampa da parte della società salottiera europea dell’epoca.

Il Settecento segna per Venezia un momento di decadenza politica e sociale ma, paradossalmente, grazie a scelte della Repubblica che, drammatiche a lungo termine, offrono nell’immediato quasi un secolo di pace, garantisce anche un periodo di rinascita culturale: la produzione musicale e teatrale è all’apice, il carnevale è ai vertici dei suoi splendori celebrativi, Venezia inizia ad essere tappa irrinunciabile del Grand Tour di aristocratici e uomini di cultura europei. Mentre l’abitudine cittadina della passeggiata in barca, il “fresco”, si allarga a nuovi ceti abbienti della società, un’inedita canzone “leggera” ne diviene l’usuale accompagnamento. 

Paola Barzan - Etnomusicologa (Università di Padova)

 

Grazie all’opera di Rachele Colombo apprendiamo un canzoniere straordinario, misconosciuto ai non specialisti, un patrimonio che merita una diffusione nazionale accanto alle celebri canzoni di altre città del Belpaese.  Ciro De Rosa (Blogfoolk)

… tra le 15 migliori proposte musicali dell’anno - disco quattro stelle . Imperdibile - Roberto Casalini (Cultweek)

Un tesoro nascosto, un giacimento culturale che periodicamente affiora, fa parlare di sé, poi si rassegna a qualche altro decennio o centinaio d'anni di oblio. E' il repertorio delle “canzoni da battello” che si cantavano e suonavano a Venezia nel terzo decennio del Settecento. Furono poi soppiantate da altri generi alla moda, ad esempio le simili “barcarole”, ma oltre cinquecento brani sono rimasti in trascrizione sul pentagramma, e per fortuna ogni tanto qualcuno ci mette mano, voce e strumenti, a ricostruire un magnifico, giubilante canzoniere pop ante litteram che è come una ventata d'aria fresca. Negli anni Settanta fu Donella Del Monaco, indimenticabile voce del gruppo sperimentale progressive Opus Avantra a regalare un bel disco di “canzoni da battello”, sotto la guida accorta di Sciarrino. Poi arrivò un primo compact disc, ed ora è la volta dell'esperimento più luminoso di tutti: lo ha realizzato Rachele Colombo, che ha dalla sua una voce che sembra acqua sorgiva, e saggiamente ha scelto una via non sterilmente filologica. Ecco dunque piccoli interventi sulle sequenze accordali, qualche cambio di tonalità, chitarre e corde in genere e tamburelli, molte voci, nessuna “impostata”: a ricomporre un affresco che suona argentino, fresco e memorabile già al primo ascolto.  -  Guido Festinese (DiscoClub65)