RACHELE COLOMBO

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PUNTAL di Rio Cuarto - ARGENTINA 17/07/2010 - Tournee INTERNO VENETO con Dalies Donato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL MATTINO di Padova 14/09/2007
RACHELE TRA IL DIALETTO E LA CANZONE D'AUTORE
di Carlo De Pirro

Concerto per voce e immagini. Lo propongono questa sera (alle 21.00, Castello di San Pelagio, due Carrare, ingresso libero, a cura dell'Asssessorato alla Cultura) il duo Rachele Colombo( voce, chitarra midi, mandola) e Alessandra Urso (video e pittura di scena). “IMAGO EUGANEA” racconta un piccolo angolo di mondo, la sua armonia, il forte attaccamento alla terra proprio della cultura contadina. Anamnesi di bellezze antiche, che si moltiplicano nel mondo mistico-onirico di Alessandra Urso.
Ma cosa significa oggi canzone d'autore e uso del dialetto.
Lo chiediamo a Rachele Colombo, una carriera tra Calicanto, Compagnia Delle Acque (assieme a Gualtiero Bertelli – prossima una tournèe in USA – e Gian Antonio Stella), La Piccionaia, Archedora. “ Preferisco usare - spiega Colombo - un dialetto “virtuale”, migrante come le nostre migrazioni, trasversale nel tempo, pronto a comunicare ma anche a farsi pura sonorità”.
Quale la costante compositive?
“La necessità emotiva mi spinge a un melange di linguaggi, una identità nuova che guardi alle diversità e alle loro ricchezze”.
Incontri come quello con Bertelli . “Con Gualtiero sperimento un grosso lavoro sulla vocalità. Sento la voce che cresce giorno per giorno, come se soggiacesse a pennellate di colore diverso: sfumature , frammenti. Emulare la tradizione orale è impossibile e sbagliato. Non potrai mai essere quella voce se non hai lavorato otto ore china sul campo, fosse solo per la posizione del diaframma. La musica popolare ti lega fortemente alla necessità di dire cose essenziali. E un nutrimento quotidiano, nella mia modernità un valore”.
Esiste un mercato delle radici? “Esiste un bisogno universale di collegarsi alle proprie radici, a costo di inventarsele. Facendolo, tu rappresenti qualcosa per qualcun altro, l'incarnazione di questa tradizione. Questo però mi ha creato un disagio, un contraddizione, anche perchè, specie in Veneto, parliamo di una materia morta, che appartiene solo al passato. Ho cercato di ripulirmi di tutto questo, guardando alla memoria per superarla”.
Ma quale memoria? “ Non quella del “si stava meglio quando si stava peggio”. Le memorie non sono mai tutte rosee. Se non ricordi la fatica, fai fatica a capire quella degli altri. Se ricordi la fatica riesci ad essere anche più umano.

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Di seguito alcuni estratti di recensioni dei CD " DESCALSO" e " ARCHEDORA" che ho prodotto con il musicista Corrado Corradi e l'etichetta discografica "Compagnia Nuove Indye" di Paolo Dossena .

 

La Nuova Venezia 27/08/06 - Musica libera, come andar Descalso - Di Marina Grasso Musica libera da ogni schema, affrancata da ogni etichetta. Che non ha bisogno di uno stile per definirsi ma solo di farsi ascoltare. Libera. Come si sceglie di andar "descalso", di camminare a piedi nudi, con tutti i rischi che il senso di libertà porta con sé. Musica da ascoltare e basta, quella contenuta in "Descalso", cd ancora troppo poco noto al grande pubblico, ma che ha tutte le carte in regola per essere definito un lavoro straordinario. E l'aggettivo non sembri casuale, dal momento che è nel territorio nell'extra-ordinario che si muovono gli Archedora – Rachele Colombo e Corrado Corradi… Definire il nuovo CD "Descalso" una raccolta di brani dialettali non è solo riduttivo: è proprio sbagliato. La scelta della lingua, capace di carezzare come di ferire nelle parole cantate dalla raffinatissima voce di Rachele Colombo non è che una delle scelte che Colombo e Corradi hanno sempre, coraggiosamente compiuto, fin dai tempi di "Calicanto" nel 2000.

MESCALINA Novembre 2005 - Di Simone Broglia … Il caso degli Archedora, ossia Rachele Colombo e Corrado Corradi, rientra fra quelli che sanno fare musica, sanno ricercare nella tradizione gli elementi da cui poi far fiorire le loro canzoni. Mi ricordano la Nuova Compagnia di Canto Popolare per la capacità di creare nuovi brani legati alla stessa estetica della canzone cui si avvicinano… Dischi come questo segnano una linea di demarcazione qualitativa tra chi sa cosa vuol dire fare musica tradizionale e chi no.

Dalla rivista BELL'ITALIA n. 213 Luglio 2005 - Il viaggio sonoro degli Archedora   - Di Stefano Bianchi  MUSICHE D'ITALIA ... I l Veneto si merita uno dei dischi folk più belli e poetici dell'anno: Descalso…. Una musica speziata, còlta e popolare, che coniuga melodie mediterranee, barocco veneziano e ritmi multietnici…

NOTTURNO ITALIANO 10 Giugno 2005 - DESCALSO: Album della settimana consigliato dai conduttori del Notturno Italiano  - Di Beppe Vota ... Rachele Colombo e Corrado Corradi si slacciano dai "Calicanto" per seguire un progetto che li porta a ridefinire la forma-linguaggio da esportare oltre i confini veneti. Un'approfondita ricerca sull'uso della parola suono. Rachele e Corrado non si limitano a raccontare le loro radici e i valori della loro terra, vivono il loro spazio musicale sovrapponendo mondi confinanti ma lontani: oriente e occidente, colto e popolare, poesia e saggezza sapienziale,


Dalla rivista FOLK BULLETIN N. 211 Aprile 2005   DESCALSO ARCHEDORA   - Di Roberto Sacchi … "Descalso", è un disco davvero molto bello, superlativo in alcuni momenti, però mai definitivo, mai tranquillizzante, figlio dell'inquietudine interiore che tiene perennemente in tensione i suoi protagonisti e, di conseguenza, chi li ascolta. La voce di Rachele, fra te migliori in Italia a interpretare cantando, e l'intensità che Corrado riesce a imprimere ai suoi suoni strumentali diventano la struttura su cui poggia tutta l'opera, arrivando talora a dare l'impressione che significato e significante si mescolino di continuo e che la cifra espressiva di Archedora sarebbe capace di tutto, andando ben oltre gli ambiti voluti e cercati. Senza voler a tutti i costi individuare paragoni che qualcuno potrebbe giudicare irrispettosi, "Descalso" sta alle migliori e più consuete produzioni del folk contemporaneo europeo come il sinfonismo da Mahler in poi sta a quello di mezzo secolo prima: uguali grandezze, diverse inquietudini, opposti modi di individuare soluzioni sonore.


LA CRONACA DI CREMONA Aprile 2005 - Di Gianluca Barbieri ... "Descalso è senza ombra di dubbio bellissimo. Si conceda la franchezza. Sarà per il mix straordinario costituito dalla voce di Rachele Colombo e dal tappeto di strumenti che la sostiene; sarà per il dialetto, usato in modo raffinato e colto, convincente, lontano da ogni facile tentazione folklorica; sarà per la perizia tecnica dei musicisti; sia quel che sia, ci troviamo di fronte ad un disco che affascina fin dal primo ascolto e che, ogni volta che si affronta successivamente rivela risvolti nuovi e ignoti, sorprese, freschezza e sincerità. La realtà veneta, la sua cultura, il sentire della sua gente vengono contenuti in queste tracce che ne mostrano i risvolti segreti e nascosti, ne sviscerano l'anima, ne interpretano lo spirito più franco e suggestivo. Non sapremmo esattamente come definire questa musica senza impoverirne la portata; è una musica che tiene d'occhio il patrimonio popolare, ma non vi resta vincolata; vi si riferisce con libertà, andando a pescare in altre tradizioni e in altri linguaggi, senza però che il risultato rientri a nessun titolo nel calderone non sempre convincente delle contaminazioni di marca popolareggiante o world. Archedora invece si mantiene su un binario di coerenza straordinaria, di ricerca linguistica sempre convincente, di sonorità che appagano anche l'ascoltatore più colto ed esigente."


CITY MUSIC Marzo 2005 - Di Emilio Sacco ... E' grande l'intensità e l'impatto sonoro che accompagna l'ascolto dell'ultimo lavoro degli Archedora, duo veneziano di musica etnica diciamo colta nel senso che appare frutto di una ricerca costante, e che non lascia nulla al caso. Il lavoro ci appare veramente ben fatto, ben bilanciato nelle armonie e nell'uso di strumenti… L'album potremmo dividerlo in due parti: una prima in cui spiccano alcuni brani decisamente melodici e di immediato impatto uditivo: bellissime “N'anarela” e “Bela fola”, decisa e timbrica “Rosa Spania”. Nella seconda parte abbiamo una decisa virata verso la sperimentazione e verso il virtuosismo, peraltro mai fine a se stesso, in cui viene fuori il musicista prima che l'artista, qui troviamo infatti brani soltanto musicali in cui spicca la Bandonina di Corrado che esegue trame musicali di eccellente profondità sonora. Si chiude con un brano davvero notevole: “Canta cussì”, la perla che impreziosisce il cd, in cui Rachele accompagnata da Emanuela Cananzi al piano, offre una intensisima interpretazione dove la lirica struggente si mischia al ricordo di Luisa Ronchini cui il brano è stato dedicato..


Portale CUPA CUPA Marzo 2005 - Di Giuseppe De Trizio ... Incrocio di archi ed umori veneti, il nuovo cd "Descalso" dei talentuosi Rachele Colombo e Corrado Corradi (Archedora), trasuda eleganza e saggezza musicale proponendo un itinerario fresco e deciso attraverso gli idiomi e la naturale teatralità del popolo veneto. "
Linee melodiche accattivanti ed arrangiamenti evocativi galleggiano in bilico tra tradizione, propulsione lirica e tempi dispari. Si distingue la fertile ecletticità di Rachele Colombo, cantante di rara bravura e polistrumentista di razza che conduce e percorre "A piedi nudi" un sogno che dura dodici capitoli musicali dove il mantice della bandolina di Corrado Corradi fa strada ai fiati di Nicola Marsilio, alle ritmiche di Tiziano Negrello ed ai tasti di Emanuela Cananzi, coadiuvati dall'efficace Quartetto Barueco. Un incedere sorprendente che unisce le intense "N'anarela" e "Mondi de carta" ai sorprendenti "come l'acqua co l'onda" e "medusa". Singolare e acquatico "descalso" vive nella frontiera di una musica che rifiuta confini di settore e unisce con disinvoltura poesia e suono, teatro e letteratura.

IL GAZZETTINO 23 Febbraio 2005 - ARCHEDORA VIAGGIO IN MUSICA TRA IL VENETO E L'ORIENTE - Di Renzo Stefanel ... Una piccola magia. Ecco come si potrebbe definire “Descalso”… “Abbiamo cercato una nuova forma di linguaggio – racconta Corradi – un dialetto più universale, non legato ad un posto preciso. Anche perché il dialetto è cambiato, perché è cambiato chi lo parla”. La stessa cosa accade nella musica: ricca, in cui mille influenze si amalgamano come spezie dal sapore forte e intenso ma gradevole. Stare a piedi scalzi comporta un contatto fisico con la terra e come il dialetto è composito, così la musica diventa un folk mediterraneo di forte matrice veneta. Venezia porta dell'Oriente e crogiolo di popoli (Otello non era forse veneziano?), Veneto entroterra per lo slancio globale della Serenissima, Padova lambita dal mare tramite il Brenta trovano così un equivalente musicale, dotato di grazia, leggerezza e perfino contabilità pop. Bella la voce di Rachele Colombo, anche compositrice, che rivela timbri e sfumature che ricordano quella di Antonella Ruggiero. Ottimi gli strumentali composti da Corrado Corradi, che grazie all'uso sapiente della bandonina giunge talvolta fino alle sponde argentine. C'è un concetto forte dietro a “Descalso”: affrontare la globalizzazione partendo dalle radici, dalla natura multietnica del Nordest e dell'Adriatico sotto la Serenissima. “Se non siamo in grado di sostenere la convivenza con altre culture, allora significa che siamo deboli. – afferma Corradi – Allo stesso tempo vogliamo dare un'immagine reale dei veneti, non legata a stereotipi”. Un disco in controtendenza, insomma, rispetto al concetto d'identità veneta inteso come chiusura: “Lavorando a contatto con musicisti tradizionali croati o sloveni, ci siamo resi conto di quanto le nostre tradizioni hanno in comune”. Sarà per questo che sul disco gli Archedora hanno scritto: “Quando ragioniamo siamo uomini, quando sogniamo siamo dèi”.

dalla rivista COUS COUS N.17 Maggio-Giugno 2001 - Di Barbara Talarico “... In questo caso l'attenzione emigra verso il Nord dell'Italia, favorendo l'incontro con la musica tradizionale veneta, che riesce a mescolare abilmente sonorità orientali e occidentali introducendo a un nuovo mondo fatto di passione, melodie accattivanti, suoni che attingono al folk, ma che lasciano spazio anche alla lirica.
E' il caso della bellissima “E nuvoe” , che traduce in musica immagini assai suggestive e si chiude magicamente con il verso di una toccante poesia “…solo co' tì sarìa stà ‘na nuvola, che da ‘na parte se gode sempre el sole.” (“… solo con te sarei stata una nuvola, che da una parte si gode sempre il sole.”). La vita di tutti i giorni e le problematiche a essa riconesse tornano alla ribalta in “Ridi Bepi”, efficace affresco di una realtà con la quale ognuno di noi quotidianamente si confronta. Le note insomma arrivano dritte al cuore grazie all'incredibile potere seduttivo esercitato dalla voce di Rachele Colombo, anima degli Archedora che si divide tra il canto, le chitarre e le percussioni, piacevolmente onnipresenti nei loro brani.”

ROOTS WORLD Maggio 2001 - Di Cliff Furnald ... “This duo and their musical support team have created a beautifully dreamy recording of Italian roots and global branches…. Colombo's voice, guitar, synthesizers and percussion and Corradi's free reeds create a lush atmosphere, supported by electric bass, piano, strings, percussion and voices.”

L' ISOLA CHE NON C'ERA - n. 21 aprile 2001  - Di Ronald Stancanelli ... “Le armonie caratterizzate dal suono della bandonina e dalla concertina e la sempre bella voce della Colombo sono indubbiamente i punti fermi di questo lavoro … i brani sono dodici, tra cui alcuni strumentali, e vanno a rileggere, nell'animo gentile delle piccole cose, la quotidianità di una volta, che si potrebbe pensare perduta, ma che invece si desidera alacremente ritrovare accanto a noi anche oggi. Si viene a creare un dolce tributo che attraversa lo spazio dei paesaggi veneti velati ancor dalla nebbia mattutina. Tra i frammenti di questo piacevole acquerello invernale si possono citare l'etera E nuvoe,….l'implorante grido di speranza di Ridi Bepi e la bonaria allegria de I quatro gati. Tra gli strumentali Disgelo e Vacanse esaltano l'indubbia bravura di questi due musicisti, dotati di insolita sensibilità, pennellata da sicuri tratti di grande personalità…..sicuramente hanno intrapreso un nuovo percorso di grande spessore e importanza, a loro il nostro plauso più convinto.”

FOLKWORLD CD REVIEWS - 18 aprile 2001  - Di Eelco Schilder “…Archedora is a musical project around two ex-members, Rachele Colombo and Corrado Corradi, of the well-known Venetian folk group Calicanto. Together with a few quest musicians they recorded eleven strong songs with their roots into the Venetian folk music and surrounding. Colombo sings her songs with passion. Listen to Ridi bepi, Colombo sings it as if she wants something very badly but just can't get hold of it. You hear the desperation and emotion in her voice. Helped by the soft en subtle company of the violoncello and the Bandoneon she lifts the music to a warm and emotional level. I like the songs Corradi sings in duet with her. He has a voice like a father that sings to his daughter that everything will be all right and that she should stop worrying. You can hear this in E nuvoe but even better in Contame that has a dangerous violoncello chasing the singers to the end of the song. Archedora is a cd full with atmospheric songs. A beautiful musical experience from Italy and especially the Venetian region.

FOLK BULLETTIN - N.2 Marzo 2001  - Di Roberto G. Sacchi “…le novità: Rachele Colombo si cimenta non solo con le percussioni e il canto, ma si rivela ottima chitarrista e programmatrice di suoni di sintesi (peraltro utilizzati con gusto e senso dell'opportunità); Corrado Corradi, a parte qualche ritorno alla English concertina, si dedica totalmente a uno strumento-prototipo derivato da un suo progetto realizzato dai Fratelli Castagnari, la bandonina, sorta di bandoneon-concertina dal suono forte e suadente, energicamente malinconico……risulta un suono d'insieme sicuramente più orientato alla meditazione che all'esaltazione, dove il riso e il pianto non sono mai felicità o dramma, ma soltanto componenti di una vita sospesa fra le contraddizioni del vivere oggi. La scelta, non obbligata ma significativa , della lingua veneta per fare musica contemporanea accentua l'espressione dei sentimenti con l'immediatezza che le lingue nazionali non hanno e contribuisce a mantenere un legame non fittizio o puramente storico con le precedenti esperienze dei due musicisti; al contrario fa del progetto “Archedora” l'emblema di un percorso possibile, evoluzione legittima del folk-revival anni Ottanta e Novanta che, secondo noi, è ancora ben lontano dall'aver esaurito la sua carica propulsiva ma nello stesso tempo è il padre di operazioni come questa, che non possono che far bene alla musica nel suo complesso. Soprattutto se consideriamo che in “ Archedora” ci sono almeno una canzone-capolavoro, “ Caìgo”, sintesi eccelsa di tutte le premesse musicali che abbiamo fin qui cercato affannosamente di tradurre in parole, e altri episodi (“ Ridi Bepi”, “ I quatro gati”, lo strumentale “ Telenovela”) di assoluta eccellenza.

QUATRO CìACOE - n.3 Marzo 2001 “….in queste canzoni, la parola in dialetto ti salta all'orecchio come un fiore appena sbocciato colpisce l'occhio: tutto è così melodico, morbido, crepuscolare, suggestivo eppure così vivo, penetrante e umano. Davvero un lavoro intelligente e un valido contributo al patrimonio del canto popolare veneto ed italiano. Una pillola di cuore e sentimento per affrontare un tempo così freddo. “

GREEN MAN - Marzo 2001 - Di Mario Klein ... “OK, so when is pop music not pop music? How about when it's slightly jazzy? When it's a touch traditional? When most of the musical styles date back to the Middle Ages? Archedora is a fascinating mix of old and new, proving that old sounds can be amazingly refreshing.The duo Colombo and Corradi blend a mixture of string and accordion family instruments on this disc. Colombo also adds her golden voice to these tracks. Although the instrumentation is fairly orthodox, the melodious blend Italian folk with touches of Renaissance and Baroque music, with a slight touch of Torch Jazz thrown in for good measure. The disc is obviously aimed at the "light pop" market, with its clean recording and smooth arrangements.Combining traditional Italian musical motifs in a modern soft pop context, Archedora comes off as almost otherworldly. Ethereal without the usual pretensions, this collection of mid tempo songs simply surrounds the listener. "Caigo," which mixes a Cantor style chorus with a melody from the South, is one fantastic example. Corradi's fantastic accordion playing helps to colour the tracks: his delicate work on "Sta Sita" brings to mind both the streets of Rome and the sea ports bordering the Mediteranean. Although oddly predictable in points (the Vangelis-like piano on "Vacanse," for example), overall the disc is without fault. Except that its a "nice" disc: wonderfully interesting, but not enough to really floor you.But why should it? Archedora is simply a wonderful disc of striking songs. I'm not entirely sure why I enjoy this disc so much, but I quite like it. A soft, quiet disc for those mellow days around the home.”

JAM - Febbraio 2001 - Di Roberto Caselli “… il dialetto rimane la peculiarità anche del nuovo sodalizio, canzoni d'amore, piccoli flash di quotidianità che maturano senza mai prescindere dal contesto geografico tanto amato, fatto di nebbie e gelo, ma anche di fiumi che scorrono maestosi in una ricca campagna. Splendidi il bandoneon e la concertina di Corrado Corradi che si incrociano con la chitarra e la voce della Colombo per creare armonie dolcissime. IL fluire armonico e accattivante della parlata resa canto da un‘ottima interprete si impone in pezzi quali Come le viole, Ridi Bepi e Caìgo, tutti bellissimi ed emozionanti.”

LA VOCE DEL CAMPO” - Firenze - 30/11/2000 - Di Ma. Bi “NUOVI RACCONTI VENETI” Un lavoro discografico di rara bellezza esce in questi giorni…..un lavoro musicale che interpreta suoni e umori veneti in una sorta di evocativa carrellata di sapori nostalgici. Un disco davvero bello: basterebbe ascoltare l'emozionale “Come le viole”, raro esempio di unione fra poesia e musica per comprendere la levità di quest'opera fortemente acustica, che guarda al suono mitteleuropeo ma che ha forti radici mediterranee. Dal punto di vista musicale grande protagonista il bandoneòn, una fisarmonica dolce e evocativa che offre dolci interpretazioni di canzoni che non possono passare inosservate. Bello il prologo offerto con “ E nuvoe”, che precede l'ironia nostalgica di “ Ridi Bepi” per un viaggio ben comprensibile da tutti… …un dialetto, quello veneto adoperato con gusto e raffinatezza. Per questo si tratta di un lavoro importante, di vera “canzone italiana”….la lingua è quasi magica, duttile e fortemente carica di poesia, rammentandoci il primo Pisolini. Un mondo, quello veneto, che si coniuga alla perfezione alle esigenze contemporanee di ascolto e di arrangiamento. Bella incisione per un lavoro che dobbiamo ascoltare con attenzione, con lo stesso amore con cui è stato forgiato… .

News CNI – 02/11/00  - Di Francesca Fidanza “…Dopo la felici esperienze maturate nei Calicanto, Rachele Colombo e Corrado Corradi sono oggi i protagonisti assoluti di una nuova proposta musicale: suoni, canzoni, umori veneti (e non solo) che si ispirano alle pagine di un album ideale di fotografie del "lontano" 2000.
Storie, appunti, riflessioni, briciole di vita quotidiana che si fa universale. Il mare, le nuvole, le notti, le nebbie, i fiumi, fiori come simboli immediati dei sentimenti e delle loro stagioni, in una luce serena, delicata e promettente – è un'alba infinita, più che un crepuscolo, ciò a cui si assiste ascoltando brani come "Ridi Bepi", "Come le viole", "Disgelo", "Caigo", "I papaveri di Fedora" . Ed è comunque difficile fare delle scelte in questo lavoro percorso dal brivido dell'emozione, da assaporare nella sua interezza.
La splendida voce di Rachele (che si muove anche fra chitarre, synth e percussioni) e la forza espressiva della bandonina e della concertina di Corrado si raccontano con inventiva e semplicità, e tratteggiano con la levità dei colori dei sogni anche le vibrazioni più impercettibili di un mondo sonoro ricco di suggestioni e di fragili emozioni.
Melodie accattivanti, suoni morbidi e moderni per valorizzare il "suono" della parola - il dialetto della poesia veneta contemporanea che si fa vivida eco delle radici culturali -, per coniugare al presente, con gusto e intelligenza, la realtà e la memoria, il colto e il popolare, l'oriente e l'occidente. Anche per questo Archedora è un contributo inedito e profondo al panorama della canzone popolare italiana.”

 

©2008 Rachele Colombo

foto Rossella Penacchio

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